01- 02 gennaio
Si corre per circa 1000 km attraverso il deserto ... esperienza unica!
Le immagini cambiano in continuazione e non c'è tempo per annoiarsi.
Il deserto non è mai eguale a se stesso, ti strega con la magia dei suoi colori:in alto, nubi plumbee, pioggia battente,
arcobaleni, azzurro terso, intenso e al tramonto i raggi del sole che filtrano tra le palme dell'oasi di Jerma.
In basso, strada lunga, dritta e a lato ora sabbia rossa, ora ciottoli neri, dune, oasi, carcasse di cammelli, greggi di capre
con pastore ... un cammello accovacciato nel bagagliaio di un pick-up, cartelloni pubblicitari vistosi inneggianti a Gheddafi e
al suo progetto di Unione africana ...
Il cellulare ha ripreso a funzionare:sms a tutto spiano! E' meglio approfittarne.
03 gennaio
Pochi km. di sterrato e la sabbia è sotto le ruote ruggenti dei 4 x 4 ,mezzi che mostrano l'antica potenza dei loro motori.
E' una giostra che mai Gardaland potrà offrire ai suoi visitatori:
salite al limite, discese in picchiata verso il vallone
ai piedi della duna appena superata, sobbalzi, impennate e soste improvvise.
La prima sosta ti dà già l'idea dell'immenso, ovunque giri lo sguardo le gobbe sabbiose si schierano in una parata per nulla
uniforme: una duna è più alta, l'altra più bassa, una più scavata all'interno, l'altra modellata in foggia diversa ...
Mettiamo giù i piedi, pensi di affondare, invece la superficie sostiene bene il peso e le orme delle mani e dei pedi
rimangono lì, immobili .. sopra quella sabbia finissima e fredda che ti scivola tra le dita .
Ogni tanto una piccola oasi intorno ad un laghetto salato; ne vediamo tre: acque terse che riflettono a specchio le dune
sovrastanti, sono i laghi Ubari. Constatiamo la diversa temperatura tra i luoghi esposti al sole e quelli all'ombra.
Anche qui però, con il turismo, arrivano i mercatini tuareg in nostra attesa per venderci qualcosa: hanno sciarpe, borse,
finimenti dei cammelli, gioiellini ...
Tra intoppi vari e mezzi che si incaponiscono e non vogliono più ripartire arriva l'ora del tramonto.
Godere di questo spettacolo gratuito è quasi obbligatorio , quindi i nostri tuareg ci conducono in un luogo discosto
dalle piste battute e dalla sommità di una duna possiamo assistere in silenzio a questa ineguagliabile rappresentazione
che ci affascina e ci lascia quasi intontiti per le variazioni di colore da cui veniamo circondati.

04 gennaio
Il trasferimento è stato un poco difficoltoso, sia per lo stato dell'asfalto (pessimo, e dovremo ripassarci !)
poi perché la colonna cominciava ad avere problemi di carburante . Noi, a dire il vero, siamo tra i più autonomi
visto che avevamo ancora gasolio per qualche decina di km, mentre altri hanno dovuto chiedere rabbocchi da tanica
o arrivare al distributore in riserva.
Altra difficoltà, una modesta tempesta di sabbia che toglieva visibilità e lasciava meravigliati tutti noi