05 gennaio
Escursione al deserto di Maghadgat.
Pinnacoli nerastri lavorati, intagliati dal vento e dalla sabbia entro la quale sembrano conficcati.
Mille forme con le quali la fantasia può sbizzarrirsi: un profilo umano, un animale, un'opera di Manzù, un dito e tant'altro
ancora!
Blocchi di basalto troneggiano sulla piana, poi le dune e le creste rocciose. Un mare di guglie e pinnacoli ... la mia sensazione
è quella di un girone infernale!
C'è il sole e si sta proprio bene.
06 gennaio
Oggi altra escursione, nel deserto dell' Akakus dove, oltre a dune sabbiose, pinnacoli e qualche presenza vegetale
(zucche rotolanti, alberi di euforbia, acacie )ed animale possiamo ammirare alcuni graffiti rupestri della fine del paleolitico
raffiguranti elefanti, giraffe, buoi,struzzi, uomini ecc. Tutto molto bello e interessante. Avremmo gradito tanto avere una
guida capace di spiegare per bene quanto compariva ai nostri occhi ... per fortuna abbiamo sempre con noi la nostra
s'Clup guide sulla Libias' quindi ci è più facile capire le varie rappresentazioni ed i periodi preistorici
che li caratterizzano.
Al rientro il sole è velato, c'è vento e la sabbia entra attraverso tutte le fessure
07 gennaio
Tempesta di sabbia ... pulviscolo fitto che ti entra fin quasi nelle ossa e nel naso facendo starnutire spesso e volentieri.
Sembra nebbia ... pertanto la strada che ci conduce a Ghat in certi punti sembra quasi scomparire.
Per fortuna stiamo viaggiando su un pullman che ci conduce verso il forte turco e alla vecchia medina.
Vecchi muri di sabbia che resistono nel tempo solo perché non piove mai; se li tocchi si sfaldano tra le dita.
Dal forte la vista sul centro abitato che sta in basso ti offre un mare di antenne paraboliche tutte volte verso la stessa direzione.
Il ritorno verso il campeggio è tutta una sfida al vento e alla sabbia .
Pomeriggio di relax in camper visto che uscire è sconsigliato a meno di volersi riempire di polvere i capelli e ogni parte del corpo;
anche il camper s'è incipriato per bene, fuori e dentro ... qualcosa porteremo a casa!
A sera cena tuareg; ore 20,30 ... il capretto è lì appeso e scuoiato in attesa di essere cotto alla brace ed i polli sono ... ancora da spennare!!
E noi che c'eravamo illusi di trovare un piatto caldo e fumante ad attenderci. Bah! L'idea di orari e tempi stabiliti qui proprio
non esiste, ovvero , forse esiste , ma solo per la preghiera . E' un'esperienza anche questa che permette di capire molte cose di una terra e di un clima diverso dal nostro.
Alla fine si cena, è piuttosto tardi ... poi musica tuareg: una nenia ripetitiva , anche piacevole ... riescono a creare ritmi anche con bidoni di plastica e il battito delle mani. Hanno il ritmo nel sangue i giovani tuareg e lo si nota anche nelle movenze raffinate dei loro balli.
Dulcis in fundo: un omaggio per tutti: collane per le signore, anelli per i signori.