11 gennaio
Anfiteatro: splendido, in alto a dominare il mare; bello anche il circo per la corsa delle bighe e dei carri.
In tarda mattinata si giunge a Tripoli; parcheggiamo di fronte
al grand Hotel, accanto alla piazza verde,
sempre animatissima e piena di gente, giovani specialmente. Subito vediamo all'opera moltissimi spazzini che non lasciano a terra neppure una foglia; che differenza con gli altri centri abitati dell'interno!
La visita della medina è a gruppo sciolto, e noi girovaghiamo per le strette vie affollate di gente e di negozietti minuscoli che espongono la mercanzia anche all'aperto, tra il fango . Attraversiamo il rione dei sarti: bugigattoli con tante stoffe colorate, abiti di varie fogge che pendono dalle pareti e vecchie macchine da cucire. Noi scrutiamo all'interno e altrettanti occhi scrutano noi.
Rione dei barbieri: un negozietto dopo l'altro e tutti, solo uomini a farsi radere pressoche a zero. Non c'è alcun tocco di modernità sembrano i nostri negozi di barbiere anni 50.
Rione della frutta: colore.
Rione dei battirame: chiuso; c'è solo un ragazzino che batte su un bracciale.
Arriviamo ad una porta: c'è molto fango, è piovuto, ma l'idea è quella di una fogna a cielo aperto; poi una piazza gremita di gente che vende di tutto, solo usato, dagli attrezzi all'abbigliamento.
Rione degli orafi: si vedono tante donne, all'interno dei negozi trattano ... all'esterno osservano le composizioni vistose ed elaborate.
Ci dirigiamo verso l'arco di Tiberio: solitario, imponente. Nelle vicinanze c'è un bimbo vestito da Superman che corre tra il fango e l'immondizia , non se ne cura e sembra felice.
Rientriamo: la Piazza Verde è animata e colorata; qui la gente,come ogni venerdì, ama farsi fotografare entro cornici particolari fatte di carri addobbati ed in compagnia di gazzelle vere e pony oppure a cavallo di moto di grossa cilindrata.
12 gennaio
Visita all'area archeologica di Sabrata; la guida parla un italiano molto stentato, è ancora una volta la nostra 'Clup' a venirci in aiuto.
Come al solito la posizione è meravigliosa: foro, basilica, templi, terme, mosaici e il teatro. Ancora una volta ci accompagna il pensiero fisso della grandezza di Roma, delle sue opere ingegneristiche, della sua civiltà ... ed è scontata la riflessione successiva: dov'è finito tutto questo?
13 gennaio
La domenica è dedicata al trasferimento a El Djem, con relativo passaggio della frontiera libico-tunisina.
Partenza decisa per le cinque del mattino e rispettata al minuto. Dopo circa un'oretta di strada si arriva al posto di frontiera.
Tutte le operazioni sono per noi eseguite dall'agenzia tramite le nostre guide; si resta costantemente in attesa di avanzare,
ora di un metro o due, ora di passare uno dei tanti varchi e, alla fine, dopo i saluti alle guide, siamo finalmente in Tunisia
pronti a partire dopo almeno cinque ore; beate frontiere europee dove si passa senza più sapere dove si è superato il confine.
La strada da percorrere è parecchia ma è discreta e il traffico non presenta particolari difficoltà.
Arriviamo a El Djem che è già buio e parcheggiamo in un'area riservata indicata dalla polizia locale.
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