14 gennaio
Visita al colosseo di El Djem; ne valeva certo la pena, salire la scalinata e arrivare all'ultimo piano,
affacciarsi dai finestroni e guardare l'arena immaginando intorno a noi migliaia di vocianti antichi romani, oppure scendere nei corridoi sotterranei e chiamare, nascosti, i compagni di viaggio che non riescono a identificare la fonte di provenienza del suono, è uno spostarsi nel tempo che lascia sensazioni particolari.
Visitiamo anche il museo che ospita una gran quantità di pregevolissimi mosaici e la ricostruzione di una villa romana;
Giriamo, infine, per il mercato variopinto che offre spunti fotografici interessanti e finiamo in un bar dove gustiamo una buona spremuta d'arancia .
Nel pomeriggio tappa di trasferimento di circa 200 km.(3/4 in autostrada) a Tunisi dove torniamo a parcheggiare al Mohammed V°.
Serata dedicata alla passeggiata nella città notturna, in cerca di negozi e ristorante.
15 gennaio
La mattina è tutta dedicata alla visita della medina di Tunisi, della moschea grande e dei suk multicolori che la compongono.
Con altri del gruppo camminiamo per ore tra gli stretti vicoli, entriamo in negozi di spezie, di tappeti, di vestiti variopinti.
Visitiamo terrazze panoramiche, entriamo in un bar molto diverso dai nostri: panche in muratura molto larghe e profonde,
da stendersi e dormire, anche; colonne dove appoggiare la schiena stando seduti e caffè turco o spremuta di arancia visto che,
stranamente, non servono il thè alla menta.
Per pranzo siamo ben decisi di trovare un ristorante tipico e .. lo troviamo, si, proprio tipico; quattro tavolinetti accostati,
coperti da tovagliette di carta, sedie non necessariamente troppo pulite, bagni ...a la page, ma buona zuppetta e buon pesce.
Usciti dalla medina visitiamo il mercato generale coperto dove in grandi sale sono disposti i banchi del pesce,
della frutta, coloratissima, e quant'altro. Qualche acquisto per la cambusa del camper.
Come da programma alle 16,30 circa, ci spostiamo verso il porto per l'imbarco dove arriviamo dopo l'ultimo pieno di gasolio che
ci serve anche per finire la moneta locale. Formalità per i biglietti d'imbarco,ma di emozioni ce ne sono ancora.
Giò ci avvisa che dietro il suo camper, il nostro e quello di Pino, allineati, ha visto due persone, una stesa a terra,
e crede volessero nascondere della droga sui mezzi per recuperarla poi in Italia.
A lungo guardiamo sotto i camper con le pile ma non pare ci sia niente di sospetto, neanche impronte tra la polvere e la sabbia
che copre ogni angolo dei mezzi. Con lentezza ci si avvia alla dogana; rivediamo automobili tunisine in attesa di imbarcarsi
come noi. Non sono più stracolme di roba come nel viaggio dall'Italia a qui. C'è ancora tempo per acquisti però, in euro
o con la formula del baratto (caffè contro vasi) visto che al porto la merce è ancora più economica che in ogni altro
posto e non è neanche male.
All'improvviso veniamo a sapere che Massimo e Lucy si sono trovati un clandestino appeso sotto il camper e capiamo cosa stessero facendo quei due, nel parcheggio, dietro i nostri mezzi.
I controlli aumentano e siamo tutti un poco più tesi, se non altro temendo intoppi e ritardi, ma, alla fine, veniamo tutti inghiottiti dalla nave che ci riporterà in Italia .
16 gennaio
E' solo mare. Leggermente mosso, piovoso, senza nulla all'orizzonte
Ci informano che lo sbarco non sarà alle 18,00 come da programma ma alle 20,30 per la presenza in porto di altre navi che occupano il molo.
Anche lo sbarco è notevolmente lento e complesso. Anche a Civitavecchia, come a Tunisi, i poliziotti salgono all'interno del camper per
controllare che non ci siano clandestini. Finalmente è terra italiana e si riforma il gruppo per un'ultima volta; si andrà a mangiare
la pizza a Tarquinia per dormire tutti in un parcheggio tranquillo e poi ... ognuno verso casa propria!